16 Settembre 2026
Il tempo che leviga: riflessioni sul senso di un compleanno
C’è qualcosa di magicamente sospeso nel giorno del proprio compleanno, è un numero qualunque, un mese qualunque.
Eppure quando il calendario segna questa data, il ritmo quotidiano sembra quasi rallentare per un istante, lasciando spazio a un respiro più profondo.
In un mondo che spinge a rincorrere costantemente il domani, compiere gli anni oggi diventa un invito prezioso a fare l'opposto:
fermarsi, voltarsi indietro e guardare il cammino con gratitudine.
Il senso della vita non si misura nel tempo che passa, ma nella patina di consapevolezza che ogni esperienza lascia dentro di noi.
Come gli oggetti antichi che acquistano fascino e valore attraverso i segni degli anni,
anche noi diventiamo più autentici ogni volta che aggiungiamo un tassello alla nostra storia.
Ci sono giorni luminosi che ricordano la gioia pura e momenti di attesa che insegnano la pazienza,
ma tutti compongono il quadro unico di ciò che siamo.
Compiere gli anni è un esercizio di essenzialità.
Ci insegna a spogliare le giornate dalle cose superflue per riscoprire il valore di ciò che conta davvero:
la profondità degli affetti, la serenità della quiete e la passione che mettiamo in ogni gesto quotidiano.
La bellezza della vita risiede proprio in questa imperfezione preziosa,
nella capacità di meravigliarsi ancora per le cose semplici e di accogliere il cambiamento con grazia.
Guardando a questo nuovo capitolo che si apre, il desiderio più sincero non è tanto accumulare altro,
ma ringraziare per la strada percorsa, per gli incontri che hanno scaldato il cuore e per la costante possibilità di sognare.
Un brindisi silenzioso (una capsula in più per la mia collezione), un pensiero di luce
e il cuore pronto a vivere un altro anno con meraviglia e passione. 🤍
06 Settembre 2026
Il vaso imperfetto: la filosofia gentile del fare spazio
C'era una volta un professore di filosofia che, davanti alla sua classe, prese un grosso vaso di vetro vuoto e lo riempì fino all'orlo con delle palline da tennis.
Chiese ai suoi studenti se il vaso fosse completamente pieno, e loro risposero di sì.
Allora il professore prese una scatola colma di biglie colorate e sassolini e li versò nel vaso, scuotendolo leggermente:
i sassolini e le biglie si infilarono negli spazi vuoti, facendosi spazio tra le palline da tennis.
Chiese di nuovo se il vaso fosse pieno, e la classe confermò.
A quel punto, tirò fuori un sacchetto di sabbia fine e la rovesciò dentro: la sabbia riempì ogni residuo di spazio rimasto tra i sassi le biglie e le palline.
«Ora», disse il professore, «questo vaso rappresenta la vostra vita. Le palline da tennis sono le cose importanti — la famiglia, la salute, le passioni.
I sassolini e le biglie sono le altre cose che contano, come il lavoro o la casa. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose e le distrazioni».
Se metteste prima la sabbia nel vaso, non ci sarebbe più spazio per i sassolini e per le palline.
Lo stesso vale per la vita: se sprecate tutto il vostro tempo e le vostre energie per le piccole cose futili, non avrete mai spazio per ciò che conta davvero.
Questa storiella me la porto dentro da tempo, ma a guardarla bene, immersa nel silenzio della sera e tra le cose di tutti i giorni, mi fa venire voglia di fare un piccolo passo in più.
Perchè la teoria del vaso perfetto è bellissima sulla carta, ma la verità è che noi non siamo mai davanti a un tavolo con un vaso di vetro pulito e una scorta ordinata di palline da tennis,
biglie e sassolini o sabbia già pronta.
La nostra quotidianità assomiglia piuttosto a un cassetto disordinato o a un laboratorio in subbuglio, dove la sabbia della fretta, delle scadenze e delle mille piccole incombenze
ci salta addosso prima ancora che noi si riesca a posare la prima grande pallina da tennis.
Il punto non è riuscire a incastrare tutto alla perfezione ogni santo giorno.
A volte la sabbia trabocca, i sassolini pesano più del dovuto e le palline da tennis finiscono per rotolare sotto un mobile, nascoste dalla polvere.
Forse il vero esercizio di cura, quello che cerco di ritagliarmi nel mio piccolo angolo, è ricordarci di fermare la mano quando sentiamo che il vaso sta traboccando di cose inutili.
Svuotare il banco ogni tanto, ribaltare tutto e rimettere al centro quello che davvero fa respirare l'anima.
Che sia un progetto nato tra le dita, il silenzio di un pomeriggio o semplicemente il tempo per volersi bene o per passare bei momenti in famiglia.
Alla fine, il vaso è nostro: non serve che sia perfetto, basta che contenga quello che siamo davvero e che ci faccia stare bene. 🤍
17 Agosto 2026
Io faccio la mia parte
Ci sono giorni in cui il mondo fa tanto rumore, in cui le fiamme dei problemi sembrano troppo alte e il nostro passo troppo piccolo per poter fare la differenza.
Ci si sente fragili, spettatori immobili di un incendio che sembra divorare ogni cosa.
Poi, a volte, basta una piccola immagine per rimettere le cose al loro posto.
Come questa storia africana, antica e leggera come un battito d'ali.
L'ho sentita ieri sera in un programma TV, raccontata da un giovane carabiniere che mi ha aperto un mondo di riflessioni notturne.
La trascrivo, un po' a modo mio.
C’è la savana che brucia, e la paura corre veloce tra gli alberi.
Tutti gli animali fuggono, cercano un rifugio, voltano le spalle al fuoco.
Tutti tranne uno.
È un piccolissimo colibrì.
Vola instancabile verso il fiume, raccoglie nel becco una sola, minuscola goccia d'acqua, torna indietro e la lascia cadere sulle fiamme.
Poi ricomincia.
Ancora e ancora.
Il leone, fermo e incredulo davanti a quel moto ostinato, lo guarda e gli grida: "Ma che sciocchezza fai? Credi davvero di poter spegnere l'incendio con una goccia?".
Il colibrì non si ferma, non tentenna.
Lo guarda appena e risponde piano: "Io faccio la mia parte".
C'è una bellezza immensa in questa frase, così semplice eppure così piena di coraggio: "Io faccio la mia parte".
Spesso aspettiamo il gesto eclatante, la svolta che cambi il mondo mentre noi osserviamo, dimenticandoci che la cura delle cose – che sia un affetto, un valore, un piccolo angolo di bellezza che difendiamo – è fatta esattamente di questo: di presenze costanti.
Di piccole gocce.
Non importa quanto il fuoco sia grande là fuori.
Quello che conta è non smettere di portare ognuno la propria goccia d'acqua e fare la propria parte. 🤍
11 Agosto 2026
Vivere una vita in vacanza
Nel film della mia vita, i titoli di coda non hanno mai corso il rischio di scorrere nella noia.
Ho sempre lavorato: quando non lavoravo studiavo, e quando non studiavo lavoravo.
Il lavoro è stato il battito costante, una trama intessuta nel profondo del mio essere.
Ci sono stati periodi in cui i vari impegni hanno viaggiato su binari differenti, a volte perfettamente paralleli,
altre volte distanti e tortuosi, ma sempre presenti, a occupare ogni istante e ogni pensiero.
Ho dunque sempre lavorato, persino nel tempo libero, la mia mente non ha mai smesso di cercare occupazioni parallele, passioni e progetti da costruire con le mani e con l'anima.
La quiete non mi è mai appartenuta "come inattività", ma come forma di creazione, di fare, di programmare, di imparare.
Ora che gli anni iniziano lentamente a salire, portando con sé una nuova saggezza e un diverso peso delle cose, ho fatto una scelta di libertà:
un solo lavoro, un solo impegno quotidiano dentro un mondo che mi piace tanto, un'attività che "mi appartiene" e che sa occuparmi la testa in continuazione, stimolandomi e tenendomi viva.
Ma il vero dono è ciò che arriva dopo.
Terminate le ore dedicate all'ufficio, il resto della mia giornata si apre come una pagina bianca, un territorio leggero e inaspettato:
tutto il tempo che segue è diventato, semplicemente, la mia vacanza.
Un invito alla riflessione è d'obbligo. 🤍
18 luglio 2026
Allo specchio
(poesia tratta dal mio inedito "Le giraffe degli amanti")
All'alba mi sono concessa allo specchio...
Esso mi ha regalato un'immagine di eterea bellezza,
occhi color del cielo in autunno,
guance color di un petalo innamorato,
e umide labbra color rosso rubino,
labbra da baciare!
Mi ha regalato un corpo sensuale,
pelle color del bronzo,
liscia come buccia d'albicocca,
profumata di mandorle e miele,
una golosità da gustare lentamente.
E poi ancora un fisico delicato,
due morbidi seni e fianchi seducenti,
che col loro movimento comandano le maree
e in esse si smarriscono i marinai.
Mi ha regalato una musica che non finisce mai,
note melodiose escono da queste labbra quando parlo d'amore
e di questa musica s'incantano sognatori e poeti.
Mi ha regalato una vita,
promettendomela infinita,
lenta e sorprendente,
una vita da vivere senza timori.
Mi ha donato un bacio sulla bocca da un Narciso Traditore
che avidamente si è insinuato nella mia anima segregandola nei belletti.
Mi ha regalato un tempo eterno da vivere in Solitudine,
esperienze da condividere solo con me stessa.
Nulla mi ha risparmiato codesto benefattore!
Tutto ciò ho visto questa mattina allo specchio
e con calma apparente mi sono voltata,
ho spento la luce,
e mi sono persa nel mio ego.
08 Giugno 2026
Dalla grafica al filo: 20 anni di creatività, il racconto di una nuova forma.
Per anni ho rimandato, osservando il mio vecchio sito diventare sempre più silenzioso. Parlava di grafica, di animazioni, di fotoritocco… mondi che ho amato profondamente,
ma che a poco a poco sono stati raggiunti e poi superati da nuove, travolgenti passioni.
La vita ci porta spesso a cambiare direzione, e la mia creatività ha iniziato a correre su binari diversi. Ho scoperto la magia degli hobby creativi, la cura meticolosa che richiede il ricamo,
la pazienza nello scrapbooking e, da circa un anno, la dedizione nel collezionare e catalogare capsule di champagne e prosecco: piccoli, preziosi tesori da studiare e custodire.
Ho capito che non potevo più tenere fermo il tempo: era arrivato il momento di dare una casa nuova a ciò che sono oggi.
Così, proprio oggi, ho deciso di voltare pagina.
Nasce Lace & Love, il mio nuovo spazio, il mio nuovo progetto. Non sarà solo un sito, ma un vero e proprio album portfolio, un "baule" prezioso in cui ho deciso di raccogliere i miei ricami, i lavori fatti a mano
e tutto ciò che ho creato in questi ultimi anni – capsule comprese.
È un progetto nato per mettere ordine tra le mie passioni, per conservare la memoria di ciò che ho realizzato e per accogliere le nuove avventure che verranno.
Mi faccio forza in questa nuova sfida, con la consapevolezza che, finalmente, il mio spazio web rispecchia chi sono adesso, e domani... chissà. 🤍