A Cura di Giacomo Belotti
UN
SISTEMA COMPLETO PER IL BENESSERE FISICO E MENTALE
Il sistema di benessere noto in Occidente come
Ayurveda Maharishi è la rivisitazione moderna del più antico sistema salutare
conosciuto, l’Ayurveda, che ebbe origine in India molte migliaia di anni fa.
Quella scienza fu chiamata AYURVEDA. Purtroppo, con il passare dei secoli gran
parte della conoscenza rivelata dai saggi andò perduta ed il risultato fu che
l’Ayurveda cadde nell’oblio. Per fortuna la fiammella della conoscenza non si è
mai spenta del tutto e negli ultimi decenni si è assistito ad una vera e
propria rinascita dell’Ayurveda. Buona parte del merito di ciò va attribuita ad un saggio di nome
Maharishi Mahesh Yogi, il quale ha compiuto una poderosa
opera di rilettura dell’Ayurveda. L’Ayurveda Maharishi - è orientato verso il
benessere; - è efficace ed i suoi trattamenti sono naturali; - è a misura
d’uomo, non aggressivo e rispettoso nei confronti dell’individuo.
I
PRINCIPI DELL’AYURVEDA MAHARISHI
L’Ayurveda Maharishi non è semplicemente un
sistema di benessere, ma è piuttosto un insieme più vasto di conoscenze che
consente ad ogni uomo di vivere felicemente ed a lungo, in pieno accordo con le
leggi di natura. Illuminante al riguardo è la definizione di individuo sano
proposta da Sushruta, antico autore di un trattato sull’Ayurveda. Sushruta
afferma: “L’individuo sano è colui i cui principi metabolici sono in equilibrio,
la cui digestione è buona, i cui tessuti funzionano normalmente, le cui funzioni
escretorie sono regolari e la cui mente, i cui sensi ed il cui sé sono sempre
compiaciuti e pieni di beatitudine”. In questa sentenza viene sottolineata
l’importanza del benessere psicologico ed emozionale ai fini del mantenimento
del benessere. Maharishi spiega: “Benessere significa sperimentare la piena
realizzazione nella vita, uno stato nel quale ogni istante è carico di
beatitudine”. Lo stato salutare va inteso in senso positivo come una condizione
di equilibrio dinamico e di benessere sempre crescente, e non al negativo come
semplice assenza di disordini evidenti. Al contrario qualsiasi condizione di
disagio fisico va considerata come una condizione di squilibrio e di disordine
nella quale i principi metabolici che governano la fisiologia non operano più in
modo coordinato ed in armonia. Gli antichi saggi descrissero tre forze vitali,
responsabili delle molteplici attività del corpo e della mente. La prima è VATA
e governa le attività del sistema nervoso. La seconda PITTA e governa le
funzioni digestive e metaboliche. La terza KAPHA (pron. Kafa) ed è responsabile
delle funzioni del sistema immunitario e del mantenimento dell’integrità del
corpo. L’equilibrio delle tre forze vitali corrisponde all’equilibrio dell’asse
neuroimmunoendocrino e come tale è instabile e suscettibile di essere modificato
da ogni influenza esterna. Per questo motivo, per mantenersi in uno stato di
benessere è necessario vivere in semplicità ed in accordo con le leggi di
natura. Le stesse leggi che operano nell’universo sono attive anche all’interno
del corpo umano. Charaka, autore del più antico ed autorevole trattato di
Ayurveda, ha scritto: “Come è il microcosmo, così è il macrocosmo; com’è
l’atomo, così è l’universo; com’è la mente umana, così è la mente cosmica; com’è
il corpo umano, così è il corpo cosmico”.
IL
SISTEMA DELL’AYURVEDA MAHARISHI
L’Ayurveda Maharishi dispone di svariate
metodiche: programmi per la riduzione dello stress La più diffusa e studiata
tra queste tecniche è nota come MEDITAZIONE TRASCENDENTALE. Si tratta di una
metodica divulgata in Occidente da Maharishi circa 40 anni fa, la quale consente
di ridurre l'attività mentale e di sperimentare uno stato di profondo e benefico
riposo. La MT va praticata due volte al giorno per 15-20 minuti e può essere
appresa facilmente da tutti, bambini ed anziani compresi. Centinaia di ricerche
ne hanno confermato gli effetti benefici sulla salute mentale e fisica.
I
PROGRAMMI DIETETICI
La dieta dovrebbe essere varia e contenere
alimenti di sapore diverso. Devono entrare a far parte dell’alimentazione
sostanze dal gusto dolce, acido, piccante, salato, amaro ed astringente. Le
bevande fredde e gassate andrebbero di preferenza evitate. Il pasto della sera
non dovrebbe contenere alimenti difficili da digerire, come carni rosse,
formaggi e yogurt, perché di notte il potere digestivo è minore rispetto a
quello del giorno. I cereali, specie riso e frumento, dovrebbero costituire il
nucleo della dieta perché danno stabilità all¹organismo, mentre le carni vanno
consumate con grande moderazione perché ricche di scorie tossiche. Frutta e
vegetali freschi vanno consumati in buona quantità perché sono facili da
digerire ed apportano vitamine e sali minerali. Tra i latticini i più
consigliabili sono il latte appena munto o di produzione biologica se tollerato,
lo yogurt fresco, il ghee (burro chiarificato). Anche le spezie non andrebbero
trascurate perché facilitano la digestione e migliorano l’assorbimento dei
nutrienti. Programmi dietetici personalizzati che tengano conto della
costituzione individuale, dello squilibrio dei dosha, della stagione dell’anno,
dell’età e delle capacità digestive sono disponibili presso i centri di Ayurveda
Maharishi.
INTEGRATORI
VEGETALI
La tradizione ayurvedica comprende oltre 10.000
differenti rimedi vegetali-minerali per la prevenzione e la cura degli
squilibri. Tra tutti questi rimedi una menzione speciale va fatta a proposito
dei RASAYANA. Si tratta di preparazioni complesse, le cui formule furono
elaborate dai saggi vedici, e che hanno la funzione di rivitalizzare e
ringiovanire l’organismo. Un Rasayana dell’Ayurveda Maharishi, noto come Amrit
Kalash, secondo le ricerche più recenti sarebbe in grado di neutralizzare i
radicali liberi in eccesso con una efficacia di gran lunga superiore a quella di
qualsiasi altra sostanza finora conosciuta ( circa di 1000 volte in piu’ ). Il
controllo dei radicali liberi è quindi di importanza fondamentale ai fini della
prevenzione degli squilibri e dei danni associati all’invecchiamento.
LE TECNICHE DI PURIFICAZIONE DEL CORPO
Con il passare del tempo a causa di abitudini
alimentari e comportamenti sbagliati si accumulano nell’organismo delle scorie
tossiche, le quali disturbano l’equilibrio dei dosha ed ostacolano il
funzionamento normale dei tessuti. Quelle scorie vanno rimosse periodicamente
per mantenere l'efficienza del macchinario fisico. Per questo fine l’Ayurveda
Maharishi impiega delle tecniche drenanti altamente specializzate, conosciute
come PANCHAKARMA. Esse consistono in un insieme di metodiche comprendenti
applicazioni di oli, massaggi, bagni di vapore, misure di pulizia interna. Le
persone in stato di benessere dovrebbero ricevere il Panchakarma una o due volte
l’anno.
L’APPROCCIO VEDICO ALLA SALUTE SECONDO MAHARISHI
Negli ultimi anni Maharishi ha operato
un’ulteriore rielaborazione dell’antico sistema ayurvedico. Il concetto alla
base del suo nuovo modo di vedere é che l’Ayurveda non possa venire isolata dal
vasto corpo originale di conoscenze dal quale essa ha avuto origine. Quel corpo
di conoscenze prende il nome di VEDA (lett. “conoscenza”). Il Veda è un vero e
proprio oceano di sapere dal quale originano innumerevoli flussi di conoscenza.
L’Ayurveda è uno di questi. Insieme ad essa esistono però anche lo Sthapatya
Veda, od architettura, lo Jyotish, od astrologia, il Vyakarana o grammatica, il
Gandharva Veda, o musica, lo Yoga, o scienza dell’evoluzione personale, il
Vedanta, o scienza dell’unità, e tante altre discipline. Maharishi ritiene che
la medicina, per essere completa, debba integrare in sè ed utilizzare queste
discipline alleate. Ognuna di esse guarda alla salute da un suo specifico angolo
e la collezione di queste visioni complementari può dar vita ad un sistema di
prevenzione e cura della salute davvero efficiente e completo.
MEDICINA VEDICA E AYURVEDA SECONDO MAHARISHI
ALIMENTAZIONE E FUOCO DIGESTIVO, INTERVISTA AL DR. IOR GUGLIELMI.
A CURA DI GIACOMO BELOTTI CONSULENTE AYURVEDICO.
DR. IOR GUGLIELMI
Nato a Verona, si è laureato in Medicina presso l’Università di Padova nel 1978 con una tesi sugli Effetti Fisiologici e Clinici indotti dalla pratica della Meditazione Trascendentale. Ha condotto ricerche su variazioni elettroencefalografiche e coerenza EEG presso la MERU (università di ricerca privata) in Svizzera dal 1978 al 1981. Ha studiato ayurveda Maharishi in India, nord America, Olanda e Svizzera dal 1981 al 1991. Ha diretto centri di benessere, panchakarma, a Limone sul Lago di Garda, a Verona e a Como dal 1985. E’ stato direttore didattico della Maharishi Vedic University dal 1998 al 2002 dove ha anche insegnato ayurveda a medici e farmacisti. E’ insegnante di Meditazione Trascendentale e di astrologia vedica ed attivo conferenziere dal 1978.
Cosa si intentende con il termine Ayurveda Maharishi?
Ayurveda significa ‘scienza della vita’ e Maharishi Mahesh Yogi è colui che in tempi recenti ha riportato l’Ayurveda al suo pieno splendore nella forma piu’ perfetta ed efficace, dando un contributo enorme alla diffusione in tutto il mondo del sistema curativo ayurvedico. L’Ayurveda è il più antico sistema di medicina di cui l’uomo abbia una registrazione e fa parte di un insieme più vasto di conoscenze Vediche che vanno dalla salute all’architettura al Ghandarva Veda ( Musica Vedica) etc... un sistema completo che vede e sancisce esserci una relazione tra tutti gli aspetti della vita, sia materiali che immateriali, fino al campo della pura coscienza, il Sé trascendentale di ognuno.
Quale contributo può dare l’Ayurveda Maharishi all’ occidente moderno?
Nei testi dell’Ayurveda e del Veda vengono descritte tutte le tecnologie per creare un uomo ed una società in cui regni il benessere totale e la prosperità per tutti, indipendentemente dalla collocazione geografico-temporale e dalla realtà culturale di un popolo.
L’Ayurveda è per il mondo, così come lo è ogni legge di natura, questa è la sua bellezza e si può dire che l’ Ayurveda è sempre esistita, ed ha successo da quando è stata codificata migliaia di anni fa, e questa è una garanzia, purché venga trasmessa e applicata nella vita nella sua forma pura e completa .
Cosa contraddistingue l’alimentazione dell’ Ayurveda Maharishi dalla scienza dell’alimentazione moderna e dalle innumerevoli diete pseudo scientifiche?
Esistono molti approcci Ayurveda Maharishi alla salute e l’alimentazione ne è il cuore… nell’ Ayurveda si osserva semplicemente che in natura la relazione tra uomo e cibo avviene attraverso i sei sapori fondamentali e non attraverso il contenuto in proteine, zuccheri, grassi, vitamine e calorie presenti in ciò che mangiamo. Se così fosse, infatti, noi avremmo in bocca recettori per quest’ultimi e non per i sapori come in realtà avviene.
Lei parla di sei sapori e non cinque… quale è il sesto?
Oltre al dolce-salato-piccante-acido-amaro l’Ayurveda riconosce l’importanza del gusto astringente, ma vedremo più avanti.
In che termini lei puo’ spiegare l’efficacia dell’alimentazione secondo l’ Ayurveda Maharishi e quale ne è il punto di forza?
La domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi è se l’anatomia e la fisiologia dell’uomo, così com’è, siano già perfette o siano migliorabili. Cosa intendo con questo? Prendiamo per esempio il cuore od un altro organo. Un cuore sano che esplichi tutte le sue funzioni in modo corretto può essere ulteriormente migliorato e reso ancora più sano e perfetto escluso il fatto che non possa mai ammalarsi?
Credo che la natura abbia costruito il corpo umano e l’universo stesso nella sua interezza perfetti. Se ciò è vero, allora è anche vero che non vi è nulla di nuovo sotto il sole e che la natura ha dato all’uomo fin dall’inizio tutto il necessario per conoscere il mondo che lo circonda e il modo di farne il miglior uso possibile. Sicuramente nel cibo che ci nutre ci sono vitamine e proteine, ma questa conoscenza è un sovrappiù non essenziale al mantenimento della salute e alla cura della malattia. Se ciò non fosse allora solo l’uomo moderno, in quanto unico conoscitore dell’esistenza delle vitamine e delle proteine, potrebbe vivere sano.
L’Ayurveda è efficace proprio a causa della intima relazione tra tutti gli aspetti della vita... la maggior parte delle malattie origina dal tratto alimentare ed è da qui che deve iniziare la cura. L’Ayurveda afferma che non vi è guarigione completa possibile dalla malattia se non si modifica la dieta.
In natura noi non vediamo animali obesi, gli unici sono quelli che vivono in casa o negli zoo. Questo perché l’animale, al contrario dell’uomo segue l’istinto, ha fame, va a caccia, non ha fame, si riposa all’ombra della pianta. Solo l’uomo mangia per convenzione, perché c’è pronto in tavola, perché è ora di pranzo o perché è stato invitato a cena e questa è la causa di tanti errori e problemi nella dieta. La base del sedersi a tavola dovrebbe essere quindi il sentire la fame, ascoltare il proprio corpo e il mondo che lo circonda, dunque per rispondere al secondo punto della sua domanda dovrei dire che il punto di forza dell’alimentazione ayurvedica è insegnare a riconquistare un certo istinto, una naturalezza . Se abbiamo appetito il corpo è pronto per ricevere e digerire il cibo in modo corretto, per scegliere spontaneamente e in modo naturale ciò che ci fa bene in quel momento ed escludere ciò che contribuisce a generare malattia e squilibrio. Se mangiamo con appetito, sappiamo riconoscere in modo chiaro e nitido quale dei sei sapori sia più adatto al mantenimento della salute in quel particolare momento e questo grazie all’attrazione e desiderio naturale e spontaneo verso uno o più sapori. Se mangiamo con appetito siamo in grado di trasformare ciò che non siamo, la mela per esempio, in ciò che siamo, in tessuti ed organi, così che la mela non resti materiale estraneo e pericoloso.
Da cosa dipende l’appetito e cosa intende con il termine materiale estraneo e pericoloso?
Ciò che non viene digerito e che si deposita in parte nell’organismo e che è chiamato ama in Ayurveda quando invece il cibo dovrebbe diventare ojas o essenza, ciò che da energia, chiarezza mentale, immunità, entusiasmo e vita.
Agni, o fuoco digestivo, è il prerequisito per un sano appetito e digestione e per la salute. Ma come sentiamo se l’Agni è buono?è chiaro che sono innumerevoli i consigli ma in generale ristabilendo una relazione tra mente e corpo appunto la naturalezza e l’istinto che l’educazione ci ha tolto, perché ci hanno condizionato alle calorie e vitamine e non ai sapori come è naturale e giusto che sia, perché hanno settato il termostato ‘salute’ su parametri come altezza, peso, sviluppo, etc. e non sul più semplice: “ mi sento bene?”
Quali sono i principali consigli che
può dare al lettore?
Poiché la mente e il corpo non funzionano più insieme dobbiamo rieducarli ed armonizzarli e questo lo facciamo semplicemente ponendo una mano all’altezza dello stomaco e chiedendoci se sentiamo fame lì dove abbiamo la mano ( visto che è lo stomaco a digerire il cibo e non la mente)... e con il comportarsi di conseguenza. C’è fame? mangiamo; non c’è? non mangiamo; ce n’è poca? mangiamo poco. Questa regola, così semplice ed elementare, è preziosissima secondo l’Ayurveda Maharishi ed in sostanza è uno dei due elementi mancanti alla moderna dietetica, che enfatizza il ruolo del cibo per la salute e la cura, ma si scorda completamente di chi deve digerire quel cibo. L’appetito poi, quando presente, fa il resto e ci aiuta a scegliere spontaneamente i cibi più adatti a noi e alla nostra costituzione per un migliore equilibrio. Dell’Ayurveda Maharishi fa parte anche la scienza dei rimedi ayurvedici che hanno il compito di aiutare a ripristinare Agni, eliminare Ama e potenziare Ojas accelerando il processo di autoguarigione. Consiglio di partecipare a corsi della scuola di Ayurveda Maharishi nella vostra città per imparare a coltivare tutti quei semi di salute che fanno un uomo forte e sano.
E tornando ai sei sapori?
In occidente siamo fortemente carenti in amaro (verdure amare e alcune spezie) e astringente (legumi e alcune spezie), i due sapori che hanno a che fare con il mantenersi in forma e con l’opporsi a malattie cardiocircolatorie, tumori, allergie, obesità, intolleranze alimentari, ipercolesterolemie, artrosi, etc.
Se questi sapori non vengono introdotti, afferma l’Ayurveda Maharishi, l’intelligenza interna del corpo ci manderà un segnale del tipo “mi manca qualcosa”, un segnale che qualcosa non va, ma senza la specifica di come riparare perché manca la relazione mente-corpo, e quindi non saremo in grado di riconoscere che mancano specificatamente l’amaro e l’astringente. Il ‘mi manca qualcosa ’ ci porterà ad aprire il frigo o la dispensa, ma a prendere la scatola dei dolci per soddisfare quel bisogno di ‘ qualcosa ’ e commetterà un altro errore, e non a prendere quell’ amaro o astringente che soli, nell’esempio citato, sono in grado di ristabilire la salute e l’equilibrio. Il dolce, poi, non fornendo l’elemento realmente mancante, lascia insoddisfatti anche se sazi e da qui le fami improprie e il non trovare mai appagamento nel cibo.
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